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L’Oasi WWF di Persano, che sorge presso il Comune omonimo, in provincia di Salerno, è costituita da un bacino artificiale
(creato da una diga) lungo il fiume Sele, tra i Monti Alburni e i Monti Picentini.
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All’inizio d
el secolo scorso, la piana del Sele era una vasta palude: dopo la “bonifica” della piana, nel 1932, fu costruita a Persano la traversa di sbarramento che, da allora, dà origine ogni primavera, e per circa dieci mesi, ad
un lago artificiale. L’ambiente predominante che caratterizza il lago artificiale è il
canneto, costituito principalmente da Phragmites communis, la comune ca
nnuccia di palude.
Soprattutto in primavera il canneto pullula di uccelli che in esso trovano riparo per i nidi. E’ il caso del cannareccione, che
costruisce il proprio nido agganciandolo a due otre cannucce verdi; oppure del tarabusino, il più piccolo airone italiano che in primavera nidifica nell’Oasi.
Durante l’inverno, il canneto offre ospitalità a migliaia di storni,
che vi trovano riparo dopo che si sono rifocillati nella campagna fuori dall’Oasi.
Per quasi tutto l’anno, si vede poi volteggiare il falco di palude, un grosso rapace che s
orvola la palude all
a ricerca di prede, fra cui le anatre. Al margine del canneto, dopo l’acqua non è molto profonda,
nidificano la folaga e la gallinella d’acqua, che sono gli uccelli acquatici più comuni dell’Oasi. Durante l’anno sostano diverse specie di anatre, di tuffo o di superficie: le prime, fra cui il moriglione e la moretta tabaccata, preferiscono nutrirsi in acque profonde poco più di un
metro, le seconde, fra cui il germano reale e la marzaiola, in pochi centimetri o nel fango.Dove, invece, l’acqua è più profonda (raggiungendo anche i due metri di profondità), è più
facile incontrare il tuffetto e lo svasso maggiore, caratteristico per la danza di corteggiamento che compie in primavera, che consiste in un complesso rituale di immersioni e inseguimenti che preludono all’accoppiamento.
Altro ambiente importante per l’Oasi di Persano è il bosco igrofilo (= “che ama l’acqua”, infatti
è quasi completamente allagato) costituito in buona parte da salici bianchi e on
tani neri, accompagnati da narcisi e iris gialli. Il bosco è il regno di grossi ucce
lli, quali l’airone rosso e l’airone cinerino.Sugli altissimi pioppi bianchi e pioppi neri, nella parte più remota
del bosco, nidifica il nibbio bruno, incontrastato dominatore dei cieli dell’Oasi; è un predatore necrofago, si nutre cioè quasi esclusivamente di animali morti, assolvendo quindi l’importante
funzione di rimozione di cadaveri. La m
acchia mediterranea, poi, è popolata di figure più grandi: la volpe o il tasso, di notte, escono dalle loro tane alla ricerca di una preda, che può essere indifferentemente di origine animale o vegetale.Ma la vera “regina” del fiume e dell’Oasi di Persano è la lontra, che è anche il simbolo dell’O
asi, che appartiene alla famiglia della faina e del tasso. Zampe palmate, corpo idrodinamico, testa piatta, naso e orecchie chiusi a membrana, ne fanno una perfetta macchina per il nuoto e la cattura del pesce, suo
alimento preferito. La lontra è una specie seriamente minacciata: in Europa la sua popolazione si è drasticamente ridotta, a causa della caccia di cui è stata oggetto
nel passato per la sua pregiata pelliccia. Ancor più pericolosa, per questo sempre più raro carnivoro, è la distruzione irrazionale degli ambienti naturali in cui vive: i boschi igrofili, le foreste
ripariali e i corsi d’acqua puliti.Nell’Oasi di Persano sopravvive la più importante popolazione di lontre d’Italia, segno di una situazione ambientale positiva
per tutto il bacino del fiume Sele. |