“Difficilmente potremo dimenticare “l’avventura” che, a distanza di poche ore soltanto, ci ha portato a conoscere due realtà entrambe

In visita ad Episcopio
vicine a noi, ma nello stesso tempo tanto distanti: da una parte le montagne spoglie e minacciose che sovrastano Episcopio (la frazione di Sarno tristemente famosa per essere stata completamente distrutta dalla frana del 5 maggio 1998), dall’altra i monti rigogliosi e coperti di boschi dell’Oasi WWF del Parco Regionale Diecimare, a Cava de’ Tirreni.
Una casa distrutta

Quando siamo arrivati ad Episcopio, nonostante fossimo a tre anni da quel tragico giorno, sembrava di essere in una città fantasma: le case sventrate, ancora segnate dal fango, il vuoto lasciato dai palazzi distrutti, il silenzio irreale, le ferite ancora aperte sui fianchi dei monti...

Abbiamo poi potuto ascoltare il racconto di una signora che abitava, ed abita tuttora, ad Episcopio: rivivere nelle sue parole la paura provata, la decisione di fuggire abbandonando la propria casa, la disperazione di ritornare e non ritrovare più la propria abitazione.
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Con la guida nell'Aula nel bosco
E riflettere sul fatto che questa catastrofe poteva essere evitata; se l’uomo avesse utilizzato l’ambiente ed il territorio in maniera più attenta: se avesse evitato di tagliare i boschi, di aprire cave, di costruire case in zone non sicure, probabilmente 137 persone non sarebbero morte.

Visitare subito dopo l’Oasi WWF del Parco Naturale Diecimare, a Cava de’ Tirreni, è stato molto “strano”: poter passeggiare sui sentieri lungo le pendici di quei monti che a Sarno facevano quasi paura, protetti dalle ombre degli alberi, osservare le bellissime orchidee o i bombi operosi, sostare in silenzio nell’aula nel bosco ascoltando il verso della ghiandaia, della cinciarella o dello scricciolo.
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Un'altra immagine dell'Aula nel bosco

E ancora, vedere i volontari al lavoro per migliorare l’Oasi o chiacchierare allegramente con la guida che ci accompagnava durante la visita: accorgersi, insomma, che montagne e boschi sono luoghi niente affatto minacciosi, ma bellissimi da vivere, se però si decide di proteggerli dallo sfruttamento e dalla distruzione.”