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   Negli ultimi anni e non solo, è venuto pian piano frantumandosi il rapporto fra il cittadino ed il verde. Il problema della ricomposizione del rapporto uomo-spazio verde si pone, dunque, alla nostra attenzione. Cosa c'è alla base di questo problema e cosa vuol dire una buona qualità urbana del verde in città? A tal proposito scrive G. Michelucci: "Piazza del campo a Siena o piazza Navona a Roma pur non ospitando nessun elemento verde hanno in sé il senso della natura più di qualsiasi parco cittadino. (…) Puoi mettere le piante che vuoi ma il verde è nel rapporto con la città costruita." Queste righe, oltre che a darci una risposta, ci fanno riflettere sulla vera importanza che hanno le aree "verdi" in un ambiente urbano.

     Il verde a Cava è soprattutto la "vallata" , composta da spazi verdi, sia pubblici sia privati, prevalentemente antropici: vale a dire coltivi, parchi e giardini, i quali sono per buona parte poveri di qualità, ma non di potenzialità intrinseche. La flora presente non è tipica del luogo, c'è, ad esempio, una presenza eccessiva di essenze tropicali (palme ecc.), di conifere nord americane/europee spesso affiancate a specie di tutt'altra provenienza e dunque impossibili da trovare vicine in natura.

     Nel centro storico e le frazioni, gli spazi verdi s'inseriscono nel tessuto compatto del costruito formando un mosaico di vuoti in cui si riconoscono i parchi, i giardini, gli orti privati e i chiostri dei conventi. Il verde pubblico, è costituito spesso da quello di arredo per piazze e strade; un verde che, a parte qualche eccezione, risulta frammentato ma anche diffuso. Fuori dal centro storico, i quartieri residenziali frutto dell'espansione urbana, presentano un tessuto densamente costruito anche se meno compatto per la presenza di una viabilità più ampia; inoltre gli spazi liberi presenti in queste zone, anche se più ampi, non sono organici al costruito come nel centro storico e le frazioni, sono quelli restanti dai processi di lottizzazione.

Tabella n. V1

Attrezzature di quartiere: Spazi pubblici (verde, gioco e sport)

Città

Cava dé Tirreni

Residenti

55.150

Esistente (mq)

139.560

2,53 x abitante

Fabbisogno (mq)

992.700

18 x abitante

Deficit (mq)

853.140

15,47 x abitante

     Dalla lettura dei dati relativi alle attrezzature presenti sul territorio (Tabella n. V1) in base alla L.R. 14/82, si evidenzia lo squilibrio che c'è tra gli spazi pubblici esistenti e l'effettivo fabbisogno.

Grafico  n. V1

     Confrontando tale dato con le altre città italiane, si evidenzia ancora di più la carenza di tali attrezzature. Dall'esame del grafico sul verde urbano si evidenzia una netta spaccatura fra le città del Sud e quelle del Nord, nonostante queste ultime, tranne Bologna, non raggiungono lo standard previsto per legge (Grafici V3 - V4).

Grafico V3

(Anno 1997, metri quadrati per abitante)

Grafico V4

( Anno 1996 )

     Dalle informazioni raccolte non ci risulta l'esistenza di un Piano del Verde Urbano e di un Regolamento del verde. Nonostante nella pianta organica del comune sia prevista la presenza di un tecnico specializzato a dirigere l'ufficio verde tale figura non è stata mai assunta. Pertanto gli interventi di manutenzione, soprattutto i tagli, ed i nuovi impianti sono stati eseguiti non sempre a regola d'arte.

    Il verde attrezzato presente sul territorio è qualitativamente scarso ma fruibile, non è omogeneo, anzi è separato nelle sue varie parti, ossia il verde, il gioco e lo sport quasi mai sono correlati fra loro; non esiste uno spazio verde che abbia le potenzialità di un vero e proprio "parco cittadino"come ad esempio nelle piccole, medie e grandi città europee. Fino ad oggi, nella città di Cava de' Tirreni è stata attuata in parte un'organica pianificazione del verde ed una corretta gerarchizzazione dell'uso degli spazi aperti. Sul territorio, infatti, è presente una discreta quantità di attrezzature di quartiere, la carenza di spazi collettivi però, non è risolvibile solo con un maggior o minor numero di parchi e giardini, ma con un "sistema degli spazi aperti"  visto come parte della città, in pratica come tessuto connettivo dell'ambiente urbano. Dobbiamo pertanto superare la filosofia della "villetta".

     Nel territorio comunale, al di là dei vincoli imposti dalle leggi esistono beni di interesse storico - artistico - ambientale non valorizzati sia dagli enti sia dai cittadini, tali risorse sono i giardini, le ville storiche, le torri anticamente utilizzate per il gioco della caccia ai colombi, il castello, i percorsi storici - panoramici, la vegetazione, i punti di ritrovo per lo svolgimento di attività ricreative e i percorsi naturali (i sentieri da riscoprire). Risorse di cui troppe volte è stata annunciata la volontà di valorizzare, ma che versano tutt'oggi in uno stato di abbandono. Nonostante negli ultimi tempi si stia cercando di programmare gli interventi sul verde e la loro direzione sia stata affidata ad un consulente specializzato, i risultati appaiono puntiformi e ancora scarsi. Le risorse stanziate non lasciano sperare in un incremento quantitativo e qualitativo del verde. Tutto ciò soprattutto a danno di una possibile utilizzazione ai fini turistici e quindi anche economici ed occupazionali di tali risorse "naturali".

    All'Assessore alla Qualità Urbana Sig.ra Calvanese abbiamo chiesto:

    1) Voi addetti ai lavori come pensate di ovviare a questa problematica in maniera concreta, non limitandovi ad una semplice individuazione di aree da sistemare, magari, con delle attrezzature? Siccome si evince che queste attrezzature attualmente sono qualitativamente scarse, fruibili e non omogenee fra loro, qual'è il vostro obiettivo al riguardo?

    Risposta

    2) L'Amministrazione ha in progetto un Piano del Verde Urbano e un Regolamento del Verde che disciplina queste attrezzature? Infine, prevedete per il prossimo futuro di stanziare ulteriori fondi per l'incremento del Verde e la gestione di tali aree?

    Risposta

     

     Fonti: Piano Regolatore, ISTAT 1999

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