I Rifiuti  Provincia di Salerno
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     La parola rifiuto, con la connotazione negativa che ad essa è attribuita, essendo connessa al concetto d'inutilità, nasce con le prime città industriali ottocentesche (in questo periodo si afferma, infatti, il servizio di raccolta) e cresce di pari passo con la società dei consumi, basata sul principio dell'"usa e getta" e sulla convinzione che le risorse siano inesauribili. La società moderna ha spezzato il millenario riciclo naturale del rifiuto che, da potenziale risorsa (come negli ecosistemi non manipolati dall'uomo e nelle antiche società contadine), si è trasformato in un problema ecologico (dove e come smaltire) ed economico (costi di smaltimento). Non è esagerato affermare che una società, oggi, potrebbe essere studiata a partire dalle sue pattumiere: si otterrebbero interessanti risposte su quantità e modelli di consumo della popolazione e sul grado di sensibilità ai problemi ambientali.

     La concezione del rifiuto e di ciò che lo riguarda come "specchio sociale", rende indispensabile uno studio in una ricerca, la nostra, che é volta ad illustrare il livello di "qualità di vita" offerta da una città, Cava de' Tirreni.

     Nonostante un migliore impiego delle risorse, i consumi totali continuano ad aumentare su scala globale, senza che il riciclo dei materiali, pur in crescita, riesca a compensarlo. Il continuo incremento dei consumi determina un forte impatto ambientale, dovuto da una parte ad un depauperamento delle risorse disponibili (rinnovabili e non), e dall'altra ad una crescente immissione di rifiuti nell'ambiente.

     Limitandoci ad esaminare solo i rifiuti solidi urbani (per essi, infatti, è possibile una contabilità più credibile delle autodichiarazioni del Modello Unico relative ai rifiuti industriali), notiamo come l'aumento sia continuo, nonostante siano pressoché impercettibili le variazioni demografiche. Dalla tabella n. R1 A/B si evince che la produzione cavese pro capite di rifiuti nel 1997 è stata inferiore alla media regionale e nazionale e più affine a quella della Calabria (regione con la minor percentuale di rifiuti per abitante) che alla Liguria (dove si è registrata la percentuale maggiore).

 Tabella n. R1

R1 A

Cava de' Tirreni

1997

1998

1999

Popolazione Residente

53000

53000

53000

Quantità Rsu

Tonnellate

20940

22806,82

22857,2

Kg

20940000

22806820

22857200

Produzione pro capite

Kg/anno per abitante

394,93

430,335

431,43

Kg/die per abitante

1,082

1,179

1,182

 

R1 B

Regione

Pruduzione Totale 1997

Produzione procapite Kg/abit.1997

Liguria

853.550

520

Calabria

697.210

337

Campania

2.543.180

439

Italia

26.605.200

456

Fonte: Anpa, Rapporto annuale sui rifiuti, febbraio 1999

     Nel 1998 si è avuto un notevole incremento, smorzato, però, nell'anno successivo.

     Tuttavia, la situazione non è tanto rincuorante quanto si potrebbe credere dall'analisi di questi primi dati; peggiora, infatti, se si esamina il metodo di smaltimento di tali rifiuti.

     Dal Grafico n. R2 A/B/C emerge che Cava de' Tirreni riesce ad eguagliare la media regionale di raccolta differenziata registrata nel '97 solo due anni dopo. Considerando, poi, che la Campania si attestava, allora, solo al quintultimo posto nella classifica nazionale, il problema diventa più pungente.

  Grafico n. R2 A

 Grafico n. R2 B

Grafico n. R2 C

Fonte: Elab. Ambiente Italia su dati Anpa 1997

     Addirittura improponibile è il paragone con i circa 130 "Comuni Ricicloni", che hanno superato il tasso di raccolta del 50% (con punte del 76%) già nel '97. Ancor più critico apparirebbe il confronto con le situazioni europee, poiché l'Italia si attesta a livelli medio-bassi, molto distante dal Centro-Nord (asse Svizzera-Scandinavia – Grafico n. R3 A/B/C).

Grafico n. R3 A

Fonte: Elab. Ambiente Italia su dati Feve (vetro), Cepi (carta), Sofres-APME (plastica), EAA (alluminio)

Grafico n. R3 B

Fonte: Anpa - Osservatorio Nazionale Rifiuti, Secondo rapporto sui rifiuti umani e sui rifiuti da imballaggio, Febbraio '99

 Grafico n. R3 C

     Nelle "regioni di punta" (Lombardia e Veneto), infatti, la raccolta differenziata intercetta e recupera poco più del 30% dei rifiuti, mentre da tutte le regioni meridionali proviene meno del 5% della raccolta italiana.

     Dal Grafico R3 C emerge un costante aumento negli anni della raccolta del vetro e soprattutto della carta (grazie anche alla collaborazione delle scuole), cui corrisponde un incremento del numero delle campane ad esse adibite (quasi un raddoppio). La raccolta della plastica dopo l'impennata del 1998 ha subito un calo; il numero di campane ad essa riservate non è mutato.

Tabella n. R4

Dotazione di contenitori per raccolte differenziate

Rif.

1997

1998

1999

Campana  per

 

Carta

Vetro

Plastica

Alluminio

40

40

40

30

40

40

40

30

70

70

40

30

Totale contenitori

Abitanti residenti

Abitanti serviti per contenitore

150

53000

353

150

53000

353

210

53000

252

     Eppure a Cava la raccolta differenziata è quasi raddoppiata in due anni ('97/'99), mentre per un raddoppio in Italia se ne sono impiegati sette ('90-'97). A tal proposito, è necessario rilevare che una dei principali artefici del "raddoppio italiano" è stata l'introduzione della raccolta di frazione verde e del rifiuto organico. Nel 1997 ha consentito un recupero di 600 mila t. di materiali, circa il 3% del complesso dei rifiuti, e rappresenta ¼ del totale dei recuperi. Il compostaggio, inizialmente concentrato in Lombardia e Veneto, si sta espandendo su tutto il territorio nazionale con alcune esperienze anche al Sud. La Campania non è presente in questa lista; a Cava l'attuale smaltimento non prevede raccolta differenziata di frazione organica e verde.

     Il confronto con l'Europa risulta ancora più deludente poiché l'Italia è indietro come tempi e quantità (tabella n. R5).

Tabella n. R5

Compostaggio

 

Raccolta procapite annua

Raccolta totale

Impianti

Olanda

(obbligatorio  dal 1996)

95 Kg/ab

1.500.000  ton.

23 centralizzati

Austria

(obbligatorio  dal 1995)

oltre  50 Kg/ab

390.000 ton.

350 impianti diffusi  capillarmente

Italia

(obbligatorio  dal 1997)

circa  10 Kg/ab

600.000 ton

85 impianti

Cava de' Tirreni

0

0

0

     Dal Grafico R2 A si osserva che nella nostra cittadina la scelta dello smaltimento ci pone davanti ad un bivio: raccolta differenziata (ancora sottovalutata) o discarica (preferita). Lo smaltimento in discarica, del resto, è stata la pratica prevalente, se non esclusiva, in tutta Europa fino agli anni '80. Da allora la consapevolezza dei danni ambientali e la crescente difficoltà di localizzazione hanno determinato un riorientamento delle politiche verso misure volte ad eliminare o almeno limitare lo smaltimento in discarica. L'Italia, però, resta ancora molto legata ai vecchi metodi, anche se la situazione varia a secondo delle zone: al centro nord c'é stata una contrazione del numero di discariche e la nascita di sistemi di smaltimento a base consortile; al sud, invece, è prevalente lo smaltimento a livello comunale e sovracomunale.

     La raccolta differenziata dovrebbe essere preferita allo smaltimento in discarica non solo per questioni ecologiche, ma anche economiche. A Cava de' Tirreni smaltire 1 kg di rifiuti proveniente da raccolta differenziata costa circa 90L; 1 kg di rifiuto da conferire in discarica quasi il doppio (tasse e trasporto). Il dato è confermato dalla ricerca condotta da Ambiente Italia per conto di Anpa sui costi e i rendimenti delle raccolte differenziate in Italia. I costi presentano ampi margini di ottimizzazione, soprattutto in previsione di un'integrazione dei sistemi di raccolta e di un incremento dei livelli di recupero.

     Speranze di miglioramento sono attese dalla completa attuazione del decreto Ronchi (Dlgs 22/97) che, per il momento, procede molto lentamente. Gli ostacoli maggiori si hanno sotto il profilo della dotazione organizzativa, istituzionale, imprenditoriale di cui si ha deficienza in particolare al sud.

     Nella città di Cava de' Tirreni la gestione dei rifiuti è affidata, da circa tre anni, ad una Società mista Se.T.A., ossia con una compartecipazione di un'azienda privata, GESENU, e del Comune di Cava de' Tirreni. Tale situazione è all'avanguardia, non solo in ambito regionale, ma anche a livello nazionale (tabella n. R6).

 Tabella n. R6

 

Aziede pubbliche

Gestione privata

Gestioni in economia

Società miste

Italia*

27%

non pervenuto

23%

2,30%

Sud*

6,60%

47,80%

43%

non pervenuto

* il calcolo è stato effettuato sul totale dei comuni

     

    N.B.: Per visualizzare le risposte è necessario installare QuickTime Player

    Al Presidente della Se.T.A Sig. D'Amico abbiamo chiesto:

    1) La raccolta differenziata a Cava è ancora poco praticata, si attesta, infatti, solo all'1,90% dell'intera mobilità di smaltimento. Come pensa di poter recuperare per raggiungere, o almeno avvicinare, i limiti stabiliti dal D.L. Ronchi per i prossimi anni?

    Risposta

    2) Secondo Lei è necessaria una collaborazione tra gli Enti per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata?

    Risposta

    3) Tra le modalità di smaltimento dei rifiuti alternative alla discarica, grande successo, in gran parte d'Italia e d'Europa, ha avuto il compostaggio. Quando sarà effettuato a Cava de' Tirreni?

    Risposta

     

     Fonti: Se.T.A., Anpa, Ambiente Italia

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