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Intorno all'anno Mille i monti del Parco Diecimare appartenevano al Monastero della
S.S. Trinità di Cava de' Tirreni e al Comune di Cava. A causa di controversie insorte fra il Monastero ed il Comune, per l'utilizzo del Parco, il Regio consiglio nel 23
marzo del 1580 decretò che i Vescovi si avvalessero del sono diritto di pascolo, mentre ai cittadini di Cava era concesso l'uso civico di legnare.
Intorno al 1700 gli abitanti del Casale di
S. Lucia tentarono, dissodando il bosco esistente, di rendere coltivabile la Valle di Diecimare; ciò causò, alle prime acque, uno smottamento del terreno. Il Decuriato ordinò l'immediato rimboschimento della Valle.
Quando nel 1866 i beni immobili degli
Enti Ecclesiastici furono trasferiti allo Stato, anche Diecimare divenne interamente proprietà Demaniale. Nel 1916 fu ucciso l'ultimo esemplare di gatto selvatico che viveva sui nostri monti.
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