|
L'analisi specifica dei cinque punti fondamentali si è, dunque, conclusa. I tasselli si mostrano chiari ed evidenti al lettore-osservatore in tutte le loro complessità e contraddizioni: da una visione nitida, ma ancora parziale, bisogna, perciò, passare alla completa ricostruzione del mosaico. Com'è, dunque, la qualità della vita a Cava de' Tirreni? La risposta sarà ricomposta proprio come un mosaico, pezzo dopo pezzo, avvicinando l'uno all'altro secondo le linee e i colori più evidenti.
Se è quantitativamente molto buono il servizio scolastico, risulta decisamente insufficiente l'offerta per ciò che riguarda il
settore "arte e cultura" (Teatri n°0, Musei N°0 ...); il verde urbano è fruibile, ma qualitativamente e quantitativamente scarso, mal inserito nel tessuto urbano e mal gestito; se la percentuale delle isole pedonali
è simile a città come Bologna, il sistema della viabilità lascia completamente insoddisfatti; se il sistema di gestione mista è una mosca bianca in ambito nazionale e la raccolta differenziata è raddoppiata in due
anni, quest'ultima è sensibilmente inferiore alla media nazionale ed europea ed il compostaggio non è ancora praticato; se con il 7% di aree protette, ricche di specie a rischio, Cava de' Tirreni si trova in linea
con la media nazionale ed europea, data la quantità degli ambienti naturali da cui è cinta, il dato dovrebbe essere maggiore.
E' evidente che la situazione è molto differenziata in relazione alle aree di analisi.
Come in ogni studio bisogna, però, emettere un giudizio finale:

Immaginando una scala con dieci pioli, ci si trova proprio a metà strada: si può decidere di scendere, e sarebbe poco auspicabile e molto spiacevole per tutti, o continuare
a salire per raggiungere l'agognata meta, attraverso la realizzazione di un'Agenda 21 locale.
L'augurio è che questo "rimando a settembre" si concluda con una brillante promozione.
|