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Il Parco Diecimare rappresenta un vero e proprio orto botanico naturale. Infatti, è molto raro trovare tanti habitat concentrati in meno di
450 ettari. Percorrendo i sentieri del Parco in pochi minuti di cammino possiamo passare dalla gariga mediterranea alla faggeta mista. Tale condizione è frutto di caratteristich e
geomorfologiche e climatiche del tutto particolari.
Monte Caruso grazie alla sua esposizione, è ricco di macchia mediterranea e gariga, mentre le zone meno
esposte sono dominate dalla boscaglia mediterranea. La macchia costituita per lo più da sempreverdi quali il mirto, il corbezzolo, il leccio, il lentisco, l'olivastro, l'erica, il
ginepro e la colorata ginestra forma delle isole dove gli animali possono trovare cibo e rifugio. La macchia è intervallata con la gariga ed è circondata dalle essenze
caratteristiche degli ambienti steppici meridionali: la briza, l'avena, il finocchio selvatico, la carota selvatica, l'asfodelo
bianco, il cisto rosa e quello bianco. Tra la gariga, dominata dalla ginestra e dalle essenze arom atiche,
crescono numerose le orchidee selvatiche tra cui: la scimia, la maculata, la fuciflora, la serapide e l'ofride apifera. Le pendici di Monte Caruso sono, inoltre, popolate da
numerose piante aromatiche e medicinali quali il timo, la ruta, la lavanda, la borragine e il crescione.
Forcella della Cava e gli altri rilievi del Parco offrono ambienti ideali all'insediarsi del faggio anche a quote
bassissime (ca. 400 m slm) insieme con l'agrifoglio. Misti con il faggio o in stazioni pure troviamo il pioppo tremolo, il castagno selvatico, l'acero campestre, l'ontano
napoletano, il frassino, il carpino e le querce caducifoglie, roverella e leccio. Lungo le creste, sulle rocce meglio esposte, notiamo la presenza del leccio che
faticosamente resiste ai rigori invernali.
Nella Piana di Diecimare è possibile osservare un bellissimo e secolare castagneto da frutto, solo in piccola
parte compreso nell'area protetta.
I prati del Parco in autunno ed in primavera con le fioriture dei violacei crochi, della celeste anemone
apennina, dei purpurei cardi e delle variopinte leguminose trasformano il sottobosco in un tappeto dalla trama naturale.
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